giu 11

Voglio raccontare cos’è successo ad un dominio che io gestisco per conto dell’associazione Wikipazia. Questo dominio era ospitato dai server di Callimaco, un piccolo hosting della provincia di Pisa. L’accordo prevedeva che ci sponsorizzava e ottenevamo il dominio gratuito. Non sono stato personalmente io a stipulare questo contratto che comunque si trattava solamente di un accordo orale preso per telefono.

Callimaco ha qualche mese fa ceduto l’azienda o comunque i domini che gestiva ad un’altra società. Oltre al citato dominio wikipazia.org avevo presso di loro un altro dominio che qualche giorno fa è arrivato alla sua naturale scadenza. Ho quindi contattato i nuovi gestori per recedere il contratto in quanto volevo passare ad un’altra soluzione più economica per le mie esigenze. Tralasciando le difficoltà che ho incontrato per trasferire questo dominio mi è stato chiesto di saldare i pagamenti per il dominio Wikipazia. Ho fatto quindi presente che tale dominio era offerto gratuitamente dal vecchio proprietario. Evidentemente però non ne aveva fatto cenno con i nuovi acquirenti e mi è stato detto chiaramente se le cose stanno così il dominio verrà disattivato immediatamente perché tutti i domini sono stati pagati al vecchio hosting e non si fa niente gratis. Quindi si trattava di pagare almeno da iniziare da adesso l’hosting del dominio. Naturalmente io non potevo decidere perché dovevo sentire gli altri dell’associazione. Abbiamo quindi valutato, perché anch’io faccio parte dell’associazione Wikipazia, che era preferibile trasferisci presso un altro hosting più economico e lo faccio quindi presente all’attuale hosting. Dopo qualche ora inizio a fare il backup per salvare il dominio e con mio grande sorpresa vedo che questo è stato sospeso!

Non ci hanno nemmeno dato il tempo di qualche ora di poter salvare tutto. Il dominio non è scaduto. Inutile è stato richiedere l’attivazione anche momentanea per il backup, o si paga, tralasciando il passato, o niente. Dell’accordo intercorso con il vecchio hosting non sanno niente. Ci chiedono di telefonare a Callimaco e poi fargli telefonare per spiegare le cose come stanno. Altro grosso problema è che Callimaco è praticamente irreperibile da mesi per telefono e email. Le cifre di cui stiamo parlando non sono migliaia di euro ma la modica cifra di 50 euro.

Mi è sembrato fin troppo palese che la sospenzione del dominio è solamente per poter permettere di rimanere presso di loro. Se io non avessi telefonato per l’altro dominio neanche avrebbero sollecitato il mancato pagamento di Wikipazia.

Siamo quindi rimasti in loro ostaggio, o si rimaneva presso di loro o si perdeva tutto il contenuto del dominio e abbiamo dovuto pagare.

Al momento non menzione di che hosting si tratta ma non penso sia difficile dedurlo.

giu 10

In questi giorni molti blogger e giornalisti sono attivi nel protestare contro il DDL sull’intercettazioni. Io sono parzialmente favorevole a questo provvedimento o, se vogliamo vederlo da un altro lato, parzialmente contrario.

Sono contrario al limitazioni su diritto dei magistrati di poter intercettare. Gli inquirenti devo essere liberi di intercettare per qualsiasi reato. Sappiamo bene che si parte da un banale reato e poi possiamo scoprire reati gravissimi fino a proprio reati di stampo mafioso. Gli esempi non ci mancano in tal senso e oggi non sapremo molte cose con questa nuova legge. La limitazione temporale delle intercettazioni sembra una norma ancora più assurda. Se si sospetta un reato, o addiritturo lo si scopre con le intercettazioni, non si può limitare queste solo perché sono scaduti i termini.

Le intercettazioni certamente invadono la sfera privata dei cittadini ma non sono mai fatte a caso. I magistrati non sorteggiano le persone da intercettare sperando che esse abbiano compiuto un reato. Se intercettano una persona vuol dire che hanno fondati motivi per indagare su essa.

Per questi motivi sono contrario a qualsiasi forma di limitazione delle intercettazioni. Sono però favorevole alla limitazione della pubblicazione dei testi dell’intercettazioni sui giornali. Non credo che sia diritto di cronaca pubblicare qualsiasi testo di cui i giornalisti siano entrati in possesso, offrendo così alla gogna mediatica gli imputati. Anche perché le frasi alle volte, anzi spesso, fuori dai loro contesto assumono tutto un altro significato. Senza considerare che i quotidiani si divertono anche a pubblicare testi che nulla hanno a che fare con le indagini ma sono solo curiosità. Possono certamente essere interessanti all’opinione pubblica ma non sono state fatte per quel motivo. Non nascono per dare uno strumento in più ai cittadini sui comportamenti dei propri politici ma solamente per scoprire i reati. Ogni altro uso è solamente un abuso, quindi è lecito punire.