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Il robot spazzino Wall-e del recente film Disney sta per entrare in funzione anche nel mondo reale. Sabato 9 maggio avverrà la presentazione ufficiale al pubblico di Dustbot, questo è il nome del robottino, a Pontedera. Proprio a Pontedera dove hanno sede i laboratori della Scuola Sant’Anna di Pisa nei quali il robottino è stato progettato si sostituirà presto agli operatori ecologici nella raccolta della spazzatura porta a porta.

Wikinews è andata in anteprima a curiosare sui test che in questi giorni vengono fatti in piazza a Pontedera e ha raccolto alcune informazioni che ancora altri giornali non hanno riportato. Il robottino è ancora “nudo” senza i coperchi amichevoli che lo rivestono e gira quasi nell’indifferenza delle persone che passano o siedono nelle panchine nella piazza. Nessuna folla di curiosi o gente che si accalca per vederlo muovere.

Questo nuovo modo di raccolta dei rifiuti non sostituisce risorse umane ma ne migliora la qualità del lavoro. “Ci saranno sempre persone che lavorano ma lo faranno diversamente” ci tiene a precisare uno degli ingegneri. Non più per strada a raccogliere i sacchi ma dietro ad un computer a gestire le eccezioni e programmare i robottini. Anche la differenziazione della spazazzatura sarà sempre a carico delle persone che potranno selezionare il tipo nell’interfaccia del robot. Lui sa dov’è il cassonetto e la va a scaricare. “Il riscontro delle persone è stato buono e c’è poca diffidenza sebbene sia le prime volte che vengono fatte prove in strada” ci spiega Gabriele Ferri uno dei responsabili del progetto. Ancora però non è in grado di dirci quando sarà possibile utilizzarlo realmente perché dipende dalla volontà dei comuni. Questi sono solamente test per capire le problematiche. Per esempio in questi giorni molto spesso è andata via la rete. “Tutti i punti dove deve andare sono dati da remoto e se la rete va giù il robot non si muove più. Oltre a questo non abbiamo rilevato altri problemi”. In questo progetto Dustbot andrà solamente nelle zone a traffico limitato dove appunto la raccolta porta a porta può essere un problema. Ha inoltre il vantaggio di raggiungere il cittadino 24 ore su 24. Per scansare gli ostacoli è dotato di laserscanner e dei cinque sensori ultrasonici con cui “vede” quello che ha intorno. Ha inoltre delle mappe gps e delle boe quando il gps non funziona.

“Il costo di questo primo prototipo è di 20-25 mila euro ma è molto abbattibile su larga scala e si potrebbe arrivare a 6-7 mila euro l’uno”. Una curiosità per gli appassionati: Dustbot monta come sistema operativo Linux Ubuntu oltre ad avere diversi microcontrollori della ST.

ott 28

Ho partecipato tre giorni sui quattro del festival, solo venerdi mi sono riposato. E’ stato abbastanza stancante ma divertente “fingersi” un giornalista in erba. Ho avuto quindi la possibilità di incontrare diverse persone famose, alcune disponibili, altre meno ma l’esperienza in generale è stata piacevole.

Giravo con un pass con scritto Staff e per questo tante persone mi chiedevano informazioni alle quali io purtroppo non sapevo rispondergli. Prendere il badge è stato semplice. Sono andato nell’ufficio accrediti ho detto il mio nome e lo stand di riferimento. Me hanno rilasciato subito il pass senza fare storie. Sono stato tentato di dire che mi chiamavo “Natale Babbo”.

I partecipanti, dicono gli organizzatori sono stati circa 400 mila, a mio parere meno dell’anno passato, sicuramente tanti ragazzi hanno preferito visitare il jobfair anziché gli altri stand del festival.

Sabato ho iniziato a fare le videointerviste anche se i mezzi non erano dei migliori: il mio nokia n95. Domenica ho migliorato il format studiando sette domande da fare a tutti gli interlocutori. Le domande sono: “Che rapporto ha con le nuove tecnologie?”, “Usa internet?”, “Per cosa usa internet maggiormente: lavoro, divertimento o informarsi?”, “Conosce Wikipedia?”, “Usa Wikipedia?”, “Ha mai fatto modifiche su Wikipedia?” e “Conosce Wikinews?”.

ott 28

Quest’anno per la seconda volta ho partecipato al Festival della Creatività che si è tenuto da 23 al 26 ottobre presso la fortezza da basso a Firenze. Ho partecipato in quanto collaboratore di Wikipedia (o meglio socio di Wikimedia Italia). Differentemente dall’anno passato sono rimasto pochissimo tempo nello stand Wikipedia per seguire i vari eventi. Bisogna dire che ce ne erano moltissimi che si accavallavano se non iniziavano allo stesso orario. Il mio ruolo dovrebbe essere quello di fare dei piccoli resoconti per pubblicarli sul l’istant blog ufficiale del festival e riportarli su Wikinews. Di articoli, colpa la scarsità di tempo, ne ho pubblicati solo due scritti a quattro mani con Alessandra Benati.

Ho fatto varie foto, visibili su Flickr, mentre per i video bisogna aspettare un po’. Mi sono cimentato in delle piccole videointerviste tra cui Piergiorgio Odifreddi, Enrico Ghezzi e Claudio Martini.

Nei prossimi giorni verranno postati i vari resonti degli eventi ai quali ho partecipato.