Oggi bloggare è quanto meno doveroso. Sono in viaggio di ritorno dal BlogFest di Riva del Garda e chissà quanti in queste ore si stanno chiedendo chi sono perché vedo che in molti mi hanno aggiunto su FriendFeed o FourSquare. Per me è stata la prima partecipazione a questo evento ma sono in realtà anni che volevo esserci ma per un motivo o per un altro non ci sono mai riuscito. E’ stato molto bello poter conoscere finalmente di persona i principali blogger italiani anche se non sono un gran postatore e non leggo nemmeno così assiduamente la blogosfera. Lo ammetto almeno la metà dei blog in nomination non li conoscevo. Purtroppo non ho potuto presentarmi a tutti anche perché non sono riuscito a riconoscere i volti e abbinarli ad un nome o un nick. Sono contento comunque di non essere stato un perfetto sconosciuto per chiunque. Qualcuno quando mi sono presentato mi ha riconosciuto o almeno è stato così gentile da far finta di avermi letto qualche volta.
Ho potuto usare anche in maniera utile Foursquare per una volta. Di solito quando lo uso a Pisa non c’è mai nessuno in giro. A Riva invece era pieno di utenti tra i quali molti li avevo già come amici su quel social network seppur non li avessi mai conosciuti personalmente.
Io non ero in nomination ma in fondo qualcosa possiamo dire che ho vinto anch’io. Sono uno spinoziano, ho compitato solo qualche centinaio di battute, e Spinoza ha portato a casa ben tre premi. Un pezzettino del premio è pure mio.
E’ stato interessante poi scambiarsi delle email tra persone nello stesso treno usando così il mezzo come gli SMS. Forse la maggior parte delle persone che leggerà questo post può sembrare normale ma io ho spesso inviato email ad amici e altrettanto spesso ho ricevuto risposta solo giorni dopo (quando l’ho ricevuta). Quindi questo modo di comunicare, cioè dialogare per email in mobilità in tempo reale, per me è del tutto nuovo. In fondo lo è pure scrivere questo post fuori dalle quattro mura di casa e poi riportarlo sul computer.
Voglio raccontare cos’è successo ad un dominio che io gestisco per conto dell’associazione Wikipazia. Questo dominio era ospitato dai server di Callimaco, un piccolo hosting della provincia di Pisa. L’accordo prevedeva che ci sponsorizzava e ottenevamo il dominio gratuito. Non sono stato personalmente io a stipulare questo contratto che comunque si trattava solamente di un accordo orale preso per telefono.
Callimaco ha qualche mese fa ceduto l’azienda o comunque i domini che gestiva ad un’altra società. Oltre al citato dominio wikipazia.org avevo presso di loro un altro dominio che qualche giorno fa è arrivato alla sua naturale scadenza. Ho quindi contattato i nuovi gestori per recedere il contratto in quanto volevo passare ad un’altra soluzione più economica per le mie esigenze. Tralasciando le difficoltà che ho incontrato per trasferire questo dominio mi è stato chiesto di saldare i pagamenti per il dominio Wikipazia. Ho fatto quindi presente che tale dominio era offerto gratuitamente dal vecchio proprietario. Evidentemente però non ne aveva fatto cenno con i nuovi acquirenti e mi è stato detto chiaramente se le cose stanno così il dominio verrà disattivato immediatamente perché tutti i domini sono stati pagati al vecchio hosting e non si fa niente gratis. Quindi si trattava di pagare almeno da iniziare da adesso l’hosting del dominio. Naturalmente io non potevo decidere perché dovevo sentire gli altri dell’associazione. Abbiamo quindi valutato, perché anch’io faccio parte dell’associazione Wikipazia, che era preferibile trasferisci presso un altro hosting più economico e lo faccio quindi presente all’attuale hosting. Dopo qualche ora inizio a fare il backup per salvare il dominio e con mio grande sorpresa vedo che questo è stato sospeso!
Non ci hanno nemmeno dato il tempo di qualche ora di poter salvare tutto. Il dominio non è scaduto. Inutile è stato richiedere l’attivazione anche momentanea per il backup, o si paga, tralasciando il passato, o niente. Dell’accordo intercorso con il vecchio hosting non sanno niente. Ci chiedono di telefonare a Callimaco e poi fargli telefonare per spiegare le cose come stanno. Altro grosso problema è che Callimaco è praticamente irreperibile da mesi per telefono e email. Le cifre di cui stiamo parlando non sono migliaia di euro ma la modica cifra di 50 euro.
Mi è sembrato fin troppo palese che la sospenzione del dominio è solamente per poter permettere di rimanere presso di loro. Se io non avessi telefonato per l’altro dominio neanche avrebbero sollecitato il mancato pagamento di Wikipazia.
Siamo quindi rimasti in loro ostaggio, o si rimaneva presso di loro o si perdeva tutto il contenuto del dominio e abbiamo dovuto pagare.
Al momento non menzione di che hosting si tratta ma non penso sia difficile dedurlo.
In questi giorni molti blogger e giornalisti sono attivi nel protestare contro il DDL sull’intercettazioni. Io sono parzialmente favorevole a questo provvedimento o, se vogliamo vederlo da un altro lato, parzialmente contrario.
Sono contrario al limitazioni su diritto dei magistrati di poter intercettare. Gli inquirenti devo essere liberi di intercettare per qualsiasi reato. Sappiamo bene che si parte da un banale reato e poi possiamo scoprire reati gravissimi fino a proprio reati di stampo mafioso. Gli esempi non ci mancano in tal senso e oggi non sapremo molte cose con questa nuova legge. La limitazione temporale delle intercettazioni sembra una norma ancora più assurda. Se si sospetta un reato, o addiritturo lo si scopre con le intercettazioni, non si può limitare queste solo perché sono scaduti i termini.
Le intercettazioni certamente invadono la sfera privata dei cittadini ma non sono mai fatte a caso. I magistrati non sorteggiano le persone da intercettare sperando che esse abbiano compiuto un reato. Se intercettano una persona vuol dire che hanno fondati motivi per indagare su essa.
Per questi motivi sono contrario a qualsiasi forma di limitazione delle intercettazioni. Sono però favorevole alla limitazione della pubblicazione dei testi dell’intercettazioni sui giornali. Non credo che sia diritto di cronaca pubblicare qualsiasi testo di cui i giornalisti siano entrati in possesso, offrendo così alla gogna mediatica gli imputati. Anche perché le frasi alle volte, anzi spesso, fuori dai loro contesto assumono tutto un altro significato. Senza considerare che i quotidiani si divertono anche a pubblicare testi che nulla hanno a che fare con le indagini ma sono solo curiosità. Possono certamente essere interessanti all’opinione pubblica ma non sono state fatte per quel motivo. Non nascono per dare uno strumento in più ai cittadini sui comportamenti dei propri politici ma solamente per scoprire i reati. Ogni altro uso è solamente un abuso, quindi è lecito punire.
Nel corso del 2009 questo blog ha avuto 620 visitatori unici, più di uno al giorno. Tutto questo con pochissimi post di cui alcuni veramente “insignificanti”. Quindi per i miei pochi lettori riprendo le fila di questo blog cercandolo di trasformare realmente in un mio piccolo spazio che riunisce la vita digitale 2.0.
Mi riprometto quindi di aggiornare la colonna destra del blog e di essere costantemente presente su questo blog.
Gli Angelucci hanno chiesto un risarcimento di 20 milioni di euro per quanto scritto su Wikipedia. La richiesta è stata inviata all’associazione Wikimedia Italia che è il capitolo italiano della Wikimedia Foundation. In sostanza è la Wikimedia Foundation ha gestire il sito Wikipedia nelle varie lingue. Wikimedia Italia si limita a promuovere il marchio in Italia e a promuovere il sapere libero. “E’ come se un giorno comprassi della Nutella avariata e invece di fare causa alla Ferrero facessi causa a Mediaset che ne ha trasmesso la pubblicità” ha dichiarato Frieda Brioschi, la presidente di Wikimedia.
Antonio e Gianpaolo Angelucci hanno chiesto rispettivamente 10 milioni di euro che paragonati alle recenti cause di Berlusconi per soli 1 e 2 milioni rispettivamente a Repubblica e L’Unità sono una cifra spropositata.
Le pagine incriminate sono state prontamente oscurate. Una decisione da wikipediano e socio Wikimedia che non mi trova affatto d’accordo. Pare quasi dare ragione a chi denuncia. Oltre a non essere resposabile Wikimedia Italia non lo dovrebbe essere nemmeno Wikimedia Foundation ma solo chi ha scritto quella voce. Inoltre c’è da dire che non sono state scritte ingurie o offese ma si riportavano semplicemente i fatti.
Per chi non conoscesse Angelucci può vedere questo filmato.
Chi invece fosse curioso di sapere cosa ci fosse scritto da suscitare le ire degli Angelucci può leggere una vecchia versione qua.
Si tratta chiaramente di una mossa dettata più che altro a spaventare. In fin dei conti sarebbe bastato premere il tasto modifica e correggere la voce.
La notizia è passata purtroppo sotto silenzio dai media tradizionali e pare strano per una richiesta così spropositata.
Per opporsi a questa arroganza bisogna prima di tutto far conoscere a tutti la notizia della denuncia. Ci si può anche iscriversi all’associazione che proprio fra qualche ora si riunirà nell’assemblea elettiva. Per essere socio bastano 25 euro. Quando arriveremo a 80.000 iscritti riusciremo a pagare Angelucci!
Chi invece volesse insultare esprimere tutta la propria indignazione lo può farlo scrivendo a Angelucci padre che è deputato del PDL.
Da segnalare anche l’ennesimo stravolgimento di dichiarazioni dei giornali italiani. Affaritaliani che ha intervistato Frieda telefonicamente le ha attribuito queste frasi: “Ho chiamato l’help desk, ordinandogli di rimuovere la voce, per via della causa legale in corso”. Inutile dire che non esiste l’help desk di Wikimedia e che non ha ordinato niente a nessuno.
I want write some post in english. These posts will be about couchsurfing. In this way all couchsurfers will able to read. I dont know very well english and i hope wont make too mistakes.
I know CS in Bologna on June. I was at Biografilm Festival. It is a movies festival and i was there beacuse there was Wikimedia stand. I’m a wikimedia member and there i had buy merchandising and interview people.
Every day we saw strange people chatting on a couch with a sign upon these people: “couchsurfing.org”. A day i looking for this site on internet and i decided interview their about this site.
The video and interview i dont publish yet but today i write this post!
I like right now Couchsurfing and its Merchandising. I signed up that night.
The nights after i met again couchsurfers at Biografilm to chat.
Vince come ampiamente atteso Simone Millozzi al primo turno con il 55,76%. Giacomo Zito si ferma al 29,51% in aumento rispetto a cinque anni fa quando Massimo Gerbi raggiunse il 28,00%. La coalizione di centro-sinistra perde oltre 3 punti percentuali: 59,13% il dato di Marconcini per il secondo mandato. C’è da dire che nel 2004 c’erano i Comunisti Italiani che questa volta sostenevano Carla Cocilova. Millozzi però ha avuto però in più l’appoggio della lista civica Comunisti per Pontedera e dei Socialisti, anch’essi con un proprio candidato a sindaco nel 2004. Quindi fatte le dovute proporzioni Millozzi perde oltre 5 punti rispetto a Marconcini.
Il nuovo sindaco prende circa lo 0,4% di più rispetto alla coalizione che lo sostiene a dispetto di tutti gli altri candidati che prendono qualche decimale in meno. Come sempre la sinistra a Pontedera è più forte alle comunali rispetto alle altre elezioni. Alle Europee il PD, IDV e Radicali arrivano solo al 49,23%. Anche volendo aggiungere parte di Sinistra e Libertà dove ci sono i socialisti si fermano al 51,52%: ben lontani dal 55,76% delle comunali.
La lista civica di Mario Marianelli raggiunge il 5,27% e riesce a portare a Palazzo Stefanelli nuovamente l’ex vicesindaco della giunta di Carlo Monni. Lo stesso vale per Carla Cocilova con il suo 5,27% diventa consigliera. Non ce la fa invece il candidato dell’UDC Simone Matteoli e quello dei Comunisti Italiani Nino Frosini. Riesce a far eleggere per la prima volta un consigliere anche l’Italia dei Valori: Luigi Viscomi. I consiglieri del PD sono invece: Matteo Franconi, Piero Iafrate, Firorenzo Baldinotti, Lucia Zaccagnini, Giorgio Ciampalini, Federica Campigli, Maria Gina Ciompi, Francesco Nocchi, Davide Fagiolini, Massimo Arrighi e Alessio Giani. Gli eletti del PDL oltre a Giacomo Zito sono: Matteo Bagnoli, Domenico Pandolfi, Claudio Valleggi e Carlo Barsotti
E’ accaduto un fatto abbastanza raro, Carlo “Lattuga” Barsotti ha preso gli stessi voti di Del Corso. In questo caso quindi è passato il primo in lista. Inizialmente si era sparsa la voce che ad essere eletto fosse Del Corso in quanto più anziano ma la legge invece dice diversamente
In queste elezioni comunali ho scelto di appoggiare Claudio Valleggi nella corsa alla carica di consigliere a Pontedera. Nel post precedente ho spiegato che è appena diventato presidente dell’associazione di scacchi che ho fondato. Lo conosco personalmente dal 2001 quando ho iniziato a svolgere i corsi di scacchi all’ITI e lui era il professore responsabile del progetto.
Ancora oggi continuo profiquamente a svolgere corsi di scacchi nella all’ITI e adesso pare anche che creeremo una sorta di circolo distaccato di scacchi a Pontedera. Il rapporto dei circoli con le istituzioni scolastiche non mai semplice. Con lui invece mi sono trovato sempre bene. E’ una persona disponibile e pronta a fare il possibile per portare avanti i progetti. Putroppo poi dei problemi a livello federale, non dipendenti dalle nostre volontà, ci hanno impedito di portare i ragazzi quest’anno alle finali nazionali.
Sostiene un argomento che a me sta molto a cuore: l’open source. L’ho fatto quindi aderire al progetto carocandidato per sensibilizzare i candidati a sostenere l’open source e pare essere l’unico a Pontedera.
Pare quindi logico e naturale il mio appoggio nei suoi confronti in questa campagna elettorale. Così ho curato la sua campagna su internet e il suo blog. Così in fin dei conti un po’ rara per un semplice consigliere. Ho avuto così modo di conoscere anche il candidato a sindaco Giacomo Zito.
Di Zito prima di tutto c’è da dire che per la prima volta vedo un candidato a sindaco più giovane di me (sto forse invecchiando?). Per quel poco che ho avuto modo di conoscerlo in questi giorni mi pare una persona seria e preparata e con tanta voglia di fare per cambiare in meglio Pontedera.
Il robot spazzino Wall-e del recente film Disney sta per entrare in funzione anche nel mondo reale. Sabato 9 maggio avverrà la presentazione ufficiale al pubblico di Dustbot, questo è il nome del robottino, a Pontedera. Proprio a Pontedera dove hanno sede i laboratori della Scuola Sant’Anna di Pisa nei quali il robottino è stato progettato si sostituirà presto agli operatori ecologici nella raccolta della spazzatura porta a porta.
Wikinews è andata in anteprima a curiosare sui test che in questi giorni vengono fatti in piazza a Pontedera e ha raccolto alcune informazioni che ancora altri giornali non hanno riportato. Il robottino è ancora “nudo” senza i coperchi amichevoli che lo rivestono e gira quasi nell’indifferenza delle persone che passano o siedono nelle panchine nella piazza. Nessuna folla di curiosi o gente che si accalca per vederlo muovere.
Questo nuovo modo di raccolta dei rifiuti non sostituisce risorse umane ma ne migliora la qualità del lavoro. “Ci saranno sempre persone che lavorano ma lo faranno diversamente” ci tiene a precisare uno degli ingegneri. Non più per strada a raccogliere i sacchi ma dietro ad un computer a gestire le eccezioni e programmare i robottini. Anche la differenziazione della spazazzatura sarà sempre a carico delle persone che potranno selezionare il tipo nell’interfaccia del robot. Lui sa dov’è il cassonetto e la va a scaricare. “Il riscontro delle persone è stato buono e c’è poca diffidenza sebbene sia le prime volte che vengono fatte prove in strada” ci spiega Gabriele Ferri uno dei responsabili del progetto. Ancora però non è in grado di dirci quando sarà possibile utilizzarlo realmente perché dipende dalla volontà dei comuni. Questi sono solamente test per capire le problematiche. Per esempio in questi giorni molto spesso è andata via la rete. “Tutti i punti dove deve andare sono dati da remoto e se la rete va giù il robot non si muove più. Oltre a questo non abbiamo rilevato altri problemi”. In questo progetto Dustbot andrà solamente nelle zone a traffico limitato dove appunto la raccolta porta a porta può essere un problema. Ha inoltre il vantaggio di raggiungere il cittadino 24 ore su 24. Per scansare gli ostacoli è dotato di laserscanner e dei cinque sensori ultrasonici con cui “vede” quello che ha intorno. Ha inoltre delle mappe gps e delle boe quando il gps non funziona.
“Il costo di questo primo prototipo è di 20-25 mila euro ma è molto abbattibile su larga scala e si potrebbe arrivare a 6-7 mila euro l’uno”. Una curiosità per gli appassionati: Dustbot monta come sistema operativo Linux Ubuntu oltre ad avere diversi microcontrollori della ST.
